La storia inventata dai ragazzi della Scuola Media Mauri a La Grande Fabbrica delle Parole ci ha fatto restare a bocca aperta. Sentite cosa si sono inventati, e diteci anche voi se non è distillato puro di fantasia con un pizzico di poesia.

Prendete una matita,  che di nome non può fare che Lapis, e mettetela in una scuola per matite. Anzi, in un college, dove i professori sono penne, i bidelli gomme e il preside un temperino. Un college di cancelleria, insomma. Dove gli studenti matita si divertono a scrivere sui muri per indispettire i bidelli gomma, i professori penne non fanno che dare temi per compito e dove a volte capita che qualcuno finisca dal preside e si becchi una bella temperata!

Ora immaginate che Lapis, la protagonista della nostra storia, non abbia nessuna voglia di scrivere. Il suo sogno, infatti, è disegnare per un famoso fumettista.

Per riuscire nella sua impresa, dovrà fuggire dal college. Il che non è cosa semplice, visto che i guardiani sono tubetti di colla stick. Se ti acciuffano, ti incollano e ti riportano a scuola. Allora come può fare Lapis per filarsela e realizzare il suo sogno?

Autoritratto di Lapis

Dovrà chiedere aiuto a Stabilo l’Evidenziatore, suo amico e mentore. Già. Perché Stabilo, a furia di sottolineare le frasi importanti di tutti i libri, è intelligentissimo e di certo riuscirà ad aiutare Lapis nella sua fuga!

Tra mille difficoltà – tra cui notti passate all’addiaccio in astucci abbandonati e inseguimenti, punte consumate e improbabili amicizie con graffette e pinzatrici – riuscirà la nostra Lapis a disegnare per un famoso fumettista?

Questo è solo l’inizio, l’incipit della storia. I ragazzi l’hanno poi finita singolarmente, ognuno in modo bellissimo e originale.

C’è chi ha scritto che Lapis alla fine è riuscita a trovare il famoso fumettista, e a disegnare con lui fino a diventare corta corta di vecchiaia, ma felice.

Oppure chi ha trasformato l’intero racconto nel diario di Lapis, che si sentiva una matita inadeguata in un mondo di penne.

O ancora, chi ha deciso di renderla felice, e farla sposare con un bellissimo pastello rosso.