professoressa della scuola secondaria di primo grado Ungaretti di Via Fara, Milano

Insegnare è una continua ricerca. Vuol dire, per me, non fermarsi, ma continuare a cercare, oltre l'apparente illusione di possedere certezze. Forte del desiderio di andare oltre ciò a cui si è arrivati.
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Anche le esperienze, ormai numerose, fatte a La Grande Fabbrica delle Parole di Terre di Mezzo, mi sono servite per capire molto dei miei studenti, che proprio in un ambiente «neutro« e diverso da quello dell'aula scolastica, hanno tirato fuori altro di sé.
Attraverso i laboratori, ho verificato e fatto mio il concetto per cui la produzione scritta, ancorché necessaria e richiesta dai programmi curriculari e ministeriali, va oltre la capacità stessa di scrivere, in quanto implica troppi fattori, tra cui quello esistenziale è certamente uno dei più importanti.
I ragazzi, tra gli 11 e i 14 anni, italiani e non, che hanno avuto la fortuna di partecipare a tali laboratori, hanno davvero colto la grande opportunità di vivere la scrittura in totale e piena libertà, assaporando, forse per la prima (e spero non l'ultima) volta, la gioia di scrivere soprattutto per sé.
L'inevitabile stress cui gli alunni sono sottoposti nel momento in cui scrivono sotto giudizio limita davvero, in maniera evidente, le loro reali capacità di mettere nero su bianco emozioni, pensieri, idee, fatti personali.
Inoltre l'incontro con scrittori in carne ed ossa, dà a questi ragazzi una visione de «il mondo di carta» (come lo definisco io) totalmente diverso, rispetto a quello che hanno immaginato fino al giorno dell'incontro.
Con questo, non si pretende, né si auspica che tutti diventino scrittori a loro volta, ma sicuramente l'intento di metterli di fronte a persone come loro, che hanno fatto della scrittura il loro modo privilegiato di espressione, li mette nella condizione di rendersi conto che questo tipo di strada è percorribile, in quanto reale, e forse addirittura indispensabile per mettersi al riparo di fronte alle enormi difficoltà che la vita e il mondo presentano.
Io credo nella forza, nella potenza dirompente e universale della parola. Per questo la insegno, per questo continuo a battermi nella scuola e per i miei studenti, affinché tutti loro, prima o poi, la incontrino, la leggano, la scrivano, la promuovano