“Scrivo solo di ciò che conosco” è il mantra di Gianni Biondillo

Gianni Biondillo è nato nel 1966 e cresciuto a Quarto Oggiaro, nella periferia Nord Ovest di Milano, città dove vive.
Laureato in architettura, sconsiglia ai genitori di avviare i figli a questa professione.
Ha scritto romanzi, testi per il cinema e la televisione, saggi su Pasolini e Proust. Fa parte della redazione di Nazione indiana.
È curatore della antologia erotica Pene d’amore e coautore, con Severino Colombo, di Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo.
Ama le zone di confine. Ha percorso a piedi, con Michele Molina, il tracciato dei raccordi automobilistici milanesi, e l’ha descritto in Tangenziali (Guanda 2010). E non a caso, la chiave di lettura per comprendere i suoi romanzi dicono sia Metropoli per principianti (Guanda 2008), una riflessione autobiografica sulla città contemporanea.
Il suo primo romanzo (Guanda 2004), Per cosa si uccide, è stato seguito (sempre per Guanda) da molti altri: Con la morte nel cuore (2005), Per sempre giovane (2006), Il giovane sbirro (2007), Nel nome del padre (2009). Con l’ultimo, I materiali dei killer, ha vinto nel 2011 il premio “Scerbanenco” come miglior romanzo noir italiano e celebra l’atteso ritorno di Ferraro, ispettore fallibile e profondamente umano.