Ogni bambino è un mondo. Al di là delle etichette. BES, DSA, disabilità, non dicono niente di Chiara, Matthew, Amani, Noemi, Luca…

Una rubrica che vuole dare voce ai bambini e ai ragazzi che incontrano i libri, l’arte, la musica, superando qualche ostacolo – ciascuno ha il suo – per arrivare alla bellezza che è innanzitutto dentro di loro, e che si rifrange e risuona nell’incontro con l’arte.

Abbiamo chiesto loro di indicarci i punti di difficoltà e di felicità, attraverso la mediazione di persone competenti e appassionate che lavorano perché la cultura sia per tutti.

Il secondo intervento, di Elisa Rossoni, pedagogista presso l’Associazione L’abilità Onlus, racconta di come un bambino con disabilità possa godere del piacere di una storia. Grazie al Pio Istituto dei Sordi, che ci ha dato l’occasione e la motivazione profonda per aprire questa rubrica, e senza il quale questo incontro non sarebbe stato possibile.

Qui, trovate il primo articolo della rubrica. 

 

Il gioco inizia ogni volta che si apre un libro.

L’esperienza della lettura dedicata ai bambini con disabilità presso lo Spazio gioco di l’abilità onlus

Come può un bambino che presenta deficit nella comprensione del linguaggio godere il piacere di una storia? Come può un bambino non verbale partecipare al racconto e poi esprimere il suo gradimento per un libro? Come può un bambino ipovedente apprezzare le immagini di un testo? Come possiamo intuire se un bambino con autismo si sta divertendo mentre sfoglia frettolosamente e con poca attenzione le pagine di un libro? È possibile misurare il piacere?

Queste domande interrogano quotidianamente noi educatori e ci portano a ripensare criticamente e costantemente la nostra disposizione educativa nella relazione con un bambino con disabilità e le nostre pratiche per istituire, all’interno di uno Spazio di gioco, una “radura” dove potersi fermare e sostare per leggere, ascoltare, guardare o toccare una storia. Lo Spazio Gioco dell’associazione l’abilità onlus , nato vent’anni fa, ha lo scopo di avvicinare e far vivere il piacere del gioco ai bambini con ogni tipo di disabilità con età tra i 2 e gli 11 anni.

A partire da questi interrogativi e dal presupposto che ogni bambino possa partecipare all’esperienza fondamentale e appassionante di una storia, abbiamo provato a pensare e creare molteplici versioni di un libro per consentire a ciascun bambino, a seconda dei suoi bisogni, di vivere il piacere di una storia.

La lettura del libro non è qui proposta in vista del raggiungimento di obiettivi didattici o riabilitativi ma come esperienza che primariamente apre al “possibile”, all’opportunità di trasformare la realtà che può anche essere diversa da com’è, diversa dalla realtà invalidante della disabilità. Una storia, come il gioco, si dispiega in molteplici forme per aprire uno spazio e un tempo extraordinario dove il bambino con disabilità, nel benessere di un’esperienza adeguata alle sue capacità, può oltrepassare i suoi limiti, conoscere mondi sconosciuti, assumere punti di vista differenti, riconoscere le sue emozioni, esperire il piacere che gli consente di aprirsi al mondo e a nuovi apprendimenti.

E se i bambini, nella maggior parte dei casi, non hanno le parole per raccontarci il loro vissuto, le emozioni e la loro esperienza legata alla lettura di una storia, possiamo fare il tentativo di restituirvi delle immagini che mostrano i segnali di piacere, spesso impercettibili, dei bambini e che possono essere colti dalla postura attenta, sensibile, predisposta all’ascolto e al silenzio delle educatrici. Un sorriso, uno sguardo attento e concentrato, le braccia che fanno lo sforzo di allungarsi e le mani che provano a raggiungere un materiale piacevole, gli occhi che guardano ciò che le mani toccano, il tono muscolare rilassato, un bambino che riesce a rimanere seduto, un bambino che sceglie di giocare con un libro costituiscono per noi il rimando positivo dei bambini alla proposta di una storia.

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Il libro, tradotto, con i simboli della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) permette ai bambini che presentano deficit di comprensione e attenzione, di partecipare attivamente, capire la storia e condividere la lettura con altri bambini.

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I libri tattili o uno story box (una scatola dove sono riposti gli elementi concreti della storia) possono essere proposti ai bambini ipovedenti e ai bambini che faticano a focalizzare lo sguardo sulle immagini: l’oggetto concreto facilita l’assimilazione e l’elaborazione dell’esperienza percettiva.

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La lettura animata con il teatro Kamishibai offre ai bambini un’esperienza inedita e affascinante: i bambini assistono incantati allo spettacolo lasciandosi rapire dalle immagini, dalla voce, dai gesti di chi narra. E attendono impazienti la ripetizione della storia.

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Per concludere, abbiamo sperimentato, con alcuni bambini con disabilità intellettiva, un dispositivo interattivo, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, che ha permesso loro di immergersi nella realtà virtuale e aumentata della storia per rendere l’esperienza più interessante e stimolante e per incrementare le competenze necessarie per accostarsi ai libri in maniera adeguata e soddisfacente.

Tutto è soltanto gioco. E il gioco inizia ogni volta che si apre il libro.

S. Lee, La trilogia del limite

L’abilità Onlus ha organizzato una raccolta fondi per sostenere la costruzione del nuovo Spazio Gioco. Per supportarli, clicca qui.