Durante l’intervista dei bambini della scuola elementare Casa del Sole alla scrittrice Ilaria Bernardini si è parlato di dove abitano le idee, di come farle uscire e raccoglierle su un foglio, guidati dal ritmo della musica delle parole.

 

Ma tu dove scrivi?
Scrivo in studio sulla mia scrivania e in cucina, sul tavolo. L’importante è che ci sia silenzio.

E poi stampi tutto?
Quando ho finito mando tutto all’editore che decide anche la copertina. Una foto, un’immagine. O magari un particolare di un quadro.

Sai che mio padre insegna arte?
Be’, l’arte si usa spesso sulle copertine.

Come ti vengono le idee?
Mi vengono quando mi siedo al computer. O camminando, o nuotando. Un libro l’ho scritto tutto mentre nuotavo; ogni giorno in piscina nuotavo e mi mettevo a pensarci. Il nuovo libro, invece, l’ho inventato facendo una passeggiata noiosa in salita. Parla di un bambino di 7 anni e di sua mamma. Ho tre titoli possibili, ma non so molto scegliere… Vogliamo votare quale preferite? Allora uno è “Siamo stati qui”. Oppure “Nico” o “Ti amo perché ti amo”.
(I bambini chiudono gli occhi e per alzata di mano votano) Ti amo perché ti amo!!

E da quanto tempo scrivi quindi?
Scrivo tanto e da 20 anni. Pensate che mi fa male la mano per quanto scrivo.

(Indicando uno dei libri che Ilaria ha portato con sé) E quanti capitoli ha quel libro?
Questo? E be’, ne ha tanti. È una storia complicata che ha dei disegni a ogni capitolo per illustrare il punto in cui si è arrivati.

A che età hai iniziato a scrivere?
Il primo libro l’ho scritto a 15 anni, al liceo. Si intitolava Immobilità adesso mi imbarazzo un po’ quando lo rileggo anche se gli voglio bene. Come i diari dei propri pensieri, che poi li rileggi e ci pensi con tenerezza. Voi tenete un diario? Secondo voi scrivere è facile o difficile? È più facile che dire le cose a voce?

È facile! In classe abbiamo anche la posta. È segreta ma a volte si spia.
Io cercavo sempre di leggere il diario di mia sorella ma poi ho letto che un giorno ha scritto che non mi sopportava. Ma qualche pagina dopo diceva che mi voleva bene.

E il tuo secondo libro quando l’hai scritto?
A 18 anni. E gli altri a 21, 22, …35, 38. Adesso sto scrivendo in inglese che è come la mia seconda lingua. In una lingua diversa si scrive in modo diverso e si raccontano cose diverse. L’inglese per me, nella mia vita, è una lingua più senza passato dell’italiano e poi saperla di meno ti obbliga a pensare di più a ciò che racconti. E andare più lenti e quindi a volte anche con più calma.

Mio papà mi parla in ebraico e mia mamma in italiano.
I miei genitori invece mi parlano in cinese.
Ecco, così anche voi potete scrivere in italiano e magari in cinese. E siete un poco diversi nelle diverse lingue? Io quando parlo in inglese mi accorgo che ho un carattere un poco diverso che se parlo in italiano. In cinese o in inglese, si possono anche nascondere delle cose nella storia, che capite solo voi.

Un po’ come le ombre cinesi!
Esatto.

Ma tu quando scrivi?
La mattina scrivo per me, i miei libri, dalle 8 alle 14. Non mangio in quelle ore, bevo solo caffè. Se posso non faccio nemmeno pausa: è come se fossi in una dimensione altra, la dimensione delle storie. I miei libri mi assorbono, mi sembrano essere il mondo vero. Il pomeriggio scrivo per gli altri. Articoli di giornale, serie della tv, o anche magari cataloghi di mostre.

Quali libri ti piacciono?
Pinocchio molto, e anche Alice nel paese delle meraviglie che è un libro importantissimo.

E come vive uno scrittore? Cosa fai tutti i giorni?
Scrivo ogni giorno, in qualsiasi parte del mondo io sia. Tanto basta avere un computer. Scrivo proprio come uno sportivo si allena a correre: mi siedo davanti al computer, sempre, anche senza ispirazione, come un dovere.

È utile leggere per scrivere?
È come la musica dello scrivere, dà il ritmo, il solfeggio, le note: se leggi tanto impari meglio il ritmo e a usare le note.

 

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La Grande Fabbrica delle Parole è un laboratorio gratuito di scrittura creativa per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, primo in Italia a ispirarsi al modello 826 Valencia, scuola di scrittura no-profit creata dallo scrittore Dave Eggers e dall’educatrice Ninive Calegari. Dal 2009 a oggi più di 5000 bambini hanno partecipato gratuitamente ai nostri laboratori.