La Grande Fabbrica delle Parole i bambini dai 6 anni in su scoprono che i libri sono spazi bellissimi da abitare, accoglienti per i loro pensieri e per le loro emozioni, e che leggendoli si semina futuro. Prendono in mano le storie e le fanno proprie, scoprono che dietro a ogni libro c’è uno scrittore in carne ed ossa, con cui si può parlare degli ingredienti segreti che fanno buone le storie. Ma quando nasce l’amore per i libri?   

Abbiamo deciso di indagare il territorio delle letture da zero a tre anniOgni mercoledì ve lo racconterà una persona che l’ha esplorato per davvero. A ogni articolo seguiranno due consigli pratici e dei suggerimenti di lettura. Qui,  qui e qui trovate gli articoli precedenti.

L’articolo di oggi è di Rita Valentino Merletti

Parla, canta, sorridi al tuo bambino,

fin da quando viene al mondo:

la tua voce lo accarezza,

lo conforta, lo circonda.

Aspetta, con calma, che lui ti risponda.

Viaggia con lui, tra parole e colori,

trasforma il suo mondo in piccole storie:

fagli capire, con gesti e parole,

la tenerezza dell’essere insieme.

 La voce, dunque, il primo importante elemento nella comunicazione con il bambino. Eppure, ai primi tentativi di cantare, ripetere filastrocche o leggere una storia a un bambino, alcuni genitori pensano di possedere solo una voce incerta, imbarazzata, monotona e inespressiva. Molti fattori possono contribuire a rendere questo pensiero una radicata e avvilente convinzione. Tra questi, il più distruttivo è il palese disinteresse del bambino. Al volenteroso genitore, infatti, invece di incontrare occhi rapiti e incantati (come pareva lecito attendersi), può accadere di incontrare occhi perplessi o annoiati che lentamente ma inesorabilmente si spostano sul crinale dell’ostilità aperta e belligerante. [...] Da parte sua, il genitore, per attenuare il senso di frustrazione, attribuisce la “colpa” del fallimento al libro: ha troppe parole, ne ha troppo poche, anzi, non ne ha nessuna… È troppo facile (banale, noioso, ripetitivo, scontato, pedante, risaputo) o è troppo difficile (sofisticato, pretenzioso, ambiguo, diseducativo, disorientante, dissennato). Infine, se non c’è altra scusa da accampare, hanno la meglio lo sfinimento e lo sconforto. Inevitabile, a questo punto, ricorrere a un rimedio infallibile: per attirare l’attenzione del bambino e renderlo inoffensivo, il genitore sostituisce alla propria voce e al libro le voci indifferenziate e le immagini in movimento provenienti dal primo schermo a portata di mano. [...] L’effetto è immediato. Il bambino si placa ed occhi e orecchie si fanno assorbire dal gradito sostituto.

Immagine per FB 2

Il successo e i benefici della lettura ad alta voce in famiglia dipendono in larga misura dal non lasciarsi scoraggiare da qualche possibile fallimento iniziale. [...] Scuole di lettura e momenti formativi possono essere d’aiuto, ma starà al cuore di ciascuno fondere ciò che si apprende dall’esterno con qualcosa di più intimo e personale. [...]

Certo, qualche suggerimento può essere utile ma l’esplorazione personale di librerie specializzate e biblioteche sarà l’elemento più efficace per far scattare anche nei genitori la passione per l’editoria per la prima infanzia.

Un consiglio importante è quello di iniziare prestissimo. Persino prima di avere un bambino tra le braccia. I mesi dell’attesa possono servire a ‘scaldare’ la voce, a mandarla alla ricerca delle parole adatte. Parole di una mammalingua che tutti, da adulti, dovremmo imparare da capo, per far bella la voce e rasserenare i pensieri. Parole che stanno nella memoria del cuore e sanno di gioco, di tenerezza e di solletico. Parole melodiose, che si fondono nell’armonia di dolci ninne-nanne. Parole che, quando il bambino avrà orecchie, occhi, naso, bocca e pelle pronti ad assorbirle, troveranno aiuto e sostegno nei gesti, nei sorrisi, negli sguardi. Parole magiche da dire al momento del bisogno per scacciare un mal di pancia calabrone o altri malaugurati accidenti. Parole burlone che si aggrovigliano in insensate acrobazie linguistiche e fanno il solletico alle orecchie. Parole in dialetto, robuste, concrete e colorate tenute per troppo tempo, forse, fuori dall’uscio di casa. Parole di cantilene, incerte tra senso e non senso, che appena finiscono ricominciano da capo. Parole inventate che si impossessano di un significato rubandolo al suono, parole, infine, che diventano storie. E allora saranno loro, le storie, a prendere il comando e a governare con forza, invadenza e prepotenza il flusso di una voce che, senza più dubbi e incertezze, diventa quella, inconfondibile, del c’era una volta…

Consigli pratici:
1) Non lasciarsi scoraggiare da qualche possibile fallimenti iniziale
2) Iniziare prestissimo: i mesi dell’attesa possono servire a “scaldare” la voce, a mandarla alla ricerca delle parole adatte

 Consigli di lettura

Tognolini B., Mammalingua, Il Castoro

Bussolati E., An ghin go’, Il Castoro

Orengo N., A-ulì-ulè, Salani

Il testo sopra citato è parzialmente tratto dalla nuova edizione riveduta e aggiornata del saggio Leggimi Forte di Rita Valentino Merletti e Bruno Tognolini (Salani 2015)

Rita Valentino MerlettiRita Valentino Merletti, studiosa di letteratura per l’infanzia ha pubblicato numerosi saggi sulla promozione della lettura. Presidente della giuria del premio nazionale Nati per leggere, giunto quest’anno alla sesta edizione. Il suo ultimo lavoro in uscita è Nati Sotto il Segno dei Libri – Il Bambino Lettore nei Primi Mille Giorni di Vita scritto in collaborazione con Luigi Paladin (Idest 2015). Si tratta di un lavoro innovativo che prende in esame le problematiche scaturite dalla ricerca sui neuroni specchio, sui neuroni della lettura e della nuova formazione del bambino lettore sia sul libro tradizionale che sui supporti digitali.