La Grande Fabbrica delle Parole i bambini dai 6 anni in su scoprono che i libri sono spazi bellissimi da abitare, accoglienti per i loro pensieri e per le loro emozioni, e che leggendoli si semina futuro. Prendono in mano le storie e le fanno proprie, scoprono che dietro a ogni libro c’è uno scrittore in carne ed ossa, con cui si può parlare degli ingredienti segreti che fanno buone le storie. Ma quando nasce l’amore per i libri?   

Abbiamo deciso di indagare il territorio delle letture da zero a tre anniOgni mercoledì ve lo racconterà una persona che l’ha esplorato per davvero. A ogni articolo seguiranno due consigli pratici e dei suggerimenti di lettura. Qui e qui trovate gli articoli precedenti.

L’articolo di oggi è di Stefano Fregonese. 

Lavorare con i bambini è un privilegio. Anche una fatica. Il privilegio compensa la fatica, ma l’esperienza consiglia, alle persone avvedute, di equipaggiarsi prima di intrattenersi con un bambino sotto i tre anni, verificando la propria agilità a saltellare lungo il confine tra realtà e immaginario. Con un libro in mano, a fianco di un bambino, in ogni momento possiamo assistere alla sorpresa per cui un’emozione si agglutina in un’immagine (immaginazione) e l’immagine si condensa in una parola nuova (simbolizzazione). La delicatezza di questo processo di sviluppo mentale e di crescita intellettuale non deve essere compromessa da contenuti, sia letterari sia illustrativi, dozzinali o stereotipati, oppure esponendo il bambino a media inadeguati per la sua età. La lettura di un libro illustrato costituisce un valido e preferibile strumento nella relazione con il bambino per almeno tre motivi:

a) è un media adeguato alla capacità del bambino di esplorarlo e manipolarlo in autonomia secondo la propria attitudine di percepire la concretezza dell’oggetto libro e del suo contenuto (per esempio l’immagine di un lupo). Non solo, è un oggetto relativamente economico che può essere lasciato nelle mani, e tra i denti, di un bambino che sarà in grado di comprenderne la consistenza, il profumo, la forma e i colori, l’assemblaggio, il funzionamento tecnico (cosa impossibile nel caso dei digital devices) attraverso l’esercizio di manipolazione, rottura, smantellamento e riparazione.

b) è uno strumento accessibile al bambino in autonomia sin dalla più tenera età; già a pochi mesi il bambino lo esplora come oggetto solido che ha un profumo, una consistenza, produce dei rumori, presenta continue sorprese di pagina in pagina, si può abbandonare e ritrovare sia come oggetto in sé sia come una delle tante parti che lo compone: un colore, un’immagine particolare, etc.

c) è un oggetto transizionale, in termini winnicottiani, è un oggetto attraverso cui può transitare la relazione tra bambino e adulto. I bambini sono spesso novelli Don Chisciotte, veri e propri lettori impazziti pronti a ‘cadere’ nella storia, ma anche capaci di usare il loro immaginario come risorsa e medicina in grado di guarire gli adulti dall’opprimente senso di realtà. Inoltre, i bambini anche più piccoli di tre anni, sono in grado di utilizzare il libro, come il gioco, per esprimere aspetti difficili del loro mondo interno e rendere gli adulti partecipi delle loro emozioni e dei loro pensieri.

Foto articolo Fregonese

Nel nostro lavoro non concepiamo il libro come strumento meramente didascalico, seppur utile anche in questa funzione per affrontare, per esempio, la presenza di un fratellino o sorellina Nella pancia della mamma, ma come strumento di rilevazione dei processi mentali dei bambini implicati nella difficile opera di elaborazione delle emozioni. Le immagini esteticamente ricercate degli album illustrati di Munari (Lo Zoo) e Lionni (Pezzettino), di Zwerger (Hansel e Gretel) e di Susy Lee (Onda), di Sendak (Nel paese dei mostri selvaggi) e di Mari (L’albero), di Solotareff (La maschera) e Devernay (Concerto per alberi), di Alemagna (Un leone a Parigi) e di Innocenti (Pinocchio) offrono ai bambini forme entro cui le emozioni assumono un aspetto più definito, sono meno esondanti, più duttili e malleabili al lavoro del sogno, guardiano del sonno, e si prestano a costituire un sostrato simbolico sul quale prende forma la cultura condivisa. “Da quando frequenta il Nido, da quando ‘legge’ libri, al Nido e a casa, il mio bambino dorme meglio; passata la stagione degli incubi, forse è iniziata quella dei sogni” dice saggiamente una mamma.

Per tutti questi motivi alcuni anni fa, presso il Nido e Scuola d’Infanzia PICCOLI&grandi di via Santa Croce 15, Milano, abbiamo aperto la Biblioteca Primo Libro, dove i bambini da 1 a 5 anni possono consultare una piccola ma selezionata raccolta di albi illustrati, e prendere in prestito il libro che meglio risponde in quel momento alle loro esigenze.

Consigli pratici:

1) Quando il vostro bambino vi chiede di leggergli un libro o di raccontargli una storia, vi chiede ascolto. Dateglielo.

2) Se siete un genitore che presta attenzione a come nutrire il suo bambino, offrendogli cibi sani, biologici, adatti alla sua età, introducendo progressivamente alimenti diversi fino a comporre una dieta variegata e ricca, siete sulla buona strada per nutrire la sua mente, con contenuti altrettanto ricchi e stimolanti ma digeribili da un apparato mentale in via di sviluppo, scegliendo libri di qualità.

3) Non spegnete la televisione, portatela in discarica.

Consigli di lettura:

Leo Lionni, Piccolo Blu e Piccolo Giallo, Babalibri

Chris Haughton, Oh-Oh!, Lapis Edizioni 2012 (2010)

Maurice Sendak, Nel paese dei mostri selvaggi, Babalibri 1999 (1968)

Bruno Munari, Cappuccetto Verde, Corraini 2007 (1981)

 

 foto FregoneseStefano Fregonese psicoterapeuta psicoanalista del bambino e dell’adolescente, è presidente di Spaziopensiero onlus, società che progetta, realizza e gestisce servizi educativi e clinici per bambini e genitori. Si occupa di infant observation applicata a contesti diversi, e dei disturbi psicologici perinatali del bambino e della madre. Con Gabriella Gilli ha tradotto e curato per Borla l’edizione italiana di Credenza e Immaginazione di Ronald Britton (2006). Oltre ai molti articoli, a carattere scientifico e divulgativo, riguardanti la psicoanalisi infantile di cui è autore, ha pubblicato Le tracce dei bambini, percorsi di pedagogia ricognitiva e nuove esperienze educative nei servizi per la prima infanzia, Libreria al Segno Editrice (2011), di cui è, a breve, in uscita il seguito. Ha scritto per Sedizioni, Bravi tutti! L’anno che battemmo l’Armani Jeans, un quasi-romanzo su una squadra giovanile di basket (2012), mentre altri suoi racconti sono comparsi in diverse raccolte.