Durante l’intervista dei ragazzi della scuola media Tolstoj alla scrittrice Erminia Dell’Oro si è parlato del mestiere di scrivere, di viaggi e… del tempo in cui nascono le storie.

 

Per iniziare, visto che l’altra volta al laboratorio avete pubblicato anche voi una storia… vi va di raccontarmi un po’ la trama?
Parlava di questo gruppo di ragazzi, i Forever us, che andavano in Islanda a fare una gita e si ritrovano sperduti, vicino a una casa abbandonata con la città invasa dagli orchi.
Mi è sembrata una storia ricca di mistero. È fondamentale riuscire a tenere alta l’attenzione del lettore, soprattutto non annoiarlo, regola valida anche per i libri per gli adulti. Il mio ultimo libro, Il mare davanti), racconta la storia di un mio amico che fugge dall’Eritrea a causa della dittatura e arriva in Italia dopo un viaggio drammatico in cui ha rischiato molte volte la vita. Mio padre aveva rapporti di lavoro con gli arabi, gli indiani i greci, io sono cresciuta a contatto con persone e amici di religioni e paesi diversi… È stata per me un’esperienza fondamentale che mi ha aiutato a occuparmi anche dei problemi legati all’immigrazione, e a capire la ricchezza delle società multietniche.
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Sono nata in Eritrea, ad Asmara, dove mio nonno paterno, partito da Lecco, si è stabilito nel 1896, e in Italia non è più tornato. Nel cimitero di Asmara sono sepolti i miei genitori, una mia sorellina e altri miei familiari. Mio fratello vive ancora oggi ad Asmara. Vado spesso in Eritrea, ma dopo la pubblicazione del mio ultimo libro non so se mi daranno ancora il visto, dato che ho denunciato la dittatura.

Tornando a noi… voi come vi immaginate uno scrittore?
Ricco!
Se avessi desiderato diventare ricca non avrei fatto la scrittrice. Gli scrittori ricchi sono soltanto quelli che scrivono i best sellers, in Italia sono pochissimi. In genere, gli scrittori, oltre a scrivere hanno altre professioni.

Ma tu che difficoltà hai quando scrivi?
Ho scritto alcune storie vere, in questo caso è più semplice, hai già la trama, ma devi ugualmente concentrarti sulla scrittura, aggiungere qualcosa di tuo, e, soprattutto, immedesimarti in chi la storia l’ha veramente vissuta.
La scrittura, spesso, è anche fatica, è importante leggere e rileggere ciò che si scrive, fare attenzione alla punteggiatura, alle eventuali ripetizioni, alle frasi troppo lunghe. Ci sono giorni in cui scrivere non è faticoso, altri in cui si ha un blocco, quello della pagina bianca. Ma non bisogna arrendersi.
A volte dicono che si scrive quando si ha l’ispirazione, se dovessi aspettare l’ispirazione…. ci vuole soprattutto disciplina. Io ogni mattina mi metto a scrivere, come voi andate a scuola. Alcuni scrittori riescono a scrivere anche otto, nove ore al giorno, io non supero le tre ore, a volte quattro, poi leggo, rileggo, correggo, tolgo aggettivi e avverbi inutili. Sto sempre molto attenta alle parole. Le parole sono pietre, quando sono scritte rimangono, come ha scritto un noto scrittore. Leggere arricchisce, stimola, leggendo non ci si sente soli, i libri sono davvero importanti. Per uno scrittore leggere è essenziale.

Voi leggete molto?
Io leggo fantasy.
Io classici…
Io ora sto leggendo Gomorra.

Tu come scrivi, con il computer?
Molti anni fa scrivevo a mano, poi con la macchina da scrivere, ora con il computer mi sembra tutto più semplice. Mio nipote Niccolò che veniva sempre a pranzo da me quando andava alle medie e al liceo, mi ha insegnato a usare il computer, e ancora mi aiuta se incontro qualche difficoltà. Se sono diventata una scrittrice anche per bambini e ragazzi, lo devo invece al mio primo nipote, Matteo, e a una nostra visita al Museo di Storia Naturale, dove lui si è incantato davanti al triceratopo. Stava immobile a guardarlo, ed era un bambino vivacissimo. Siamo tornati molte volte, dietro sua richiesta, dal triceratopo. Ho scritto allora un racconto soltanto per lui, ma un mio caro amico ha voluto leggerlo, lo ha mandato a un editore e il libro è stato pubblicato con successo. Da allora ho scritto molti libri per bambini.

Qual è il libro che hai scritto che ti ha più soddisfatta?
Il mio primo libro Asmara addio, che mi ha permesso di diventare una scrittrice a tutti gli effetti.

E quante copie hai venduto?
Molte copie, non è stato un best seller, ma è stato più volte ristampato e sono state scritte tante belle recensioni su quotidiani e riviste importanti.

Qual è il libro che ha venduto più copie?
Credo L’abbandono. Anche perché è stato tradotto in altre lingue.

Come ha trovato la passione per la scrittura?
Leggendo molto fin da bambina. Avevo anche fantasia e immaginazione. Ho iniziato a scrivere piccole storie quando avevo sette, otto anni.

E quanto ci metti a scrivere un libro?
L’ultimo, appena uscito, l’ho scritto in circa tre mesi: ha 160 pagine. Per scrivere un libro per adulti ci metto sei, otto mesi, per bambini invece mi bastano uno o due mesi, a volte due settimane, dipende dalla storia e dalla fascia d’età a cui è diretta.

Di solito quante pagine scrivi per ogni libro?
Mio figlio, che ha letto recentemente il mio ultimo libro, mi ha detto che gli è piaciuto molto, ma che avrei potuto farlo anche di 500 pagine, soffermandomi di più sui tanti episodi del viaggio che ho narrato. Gli ho chiesto se lui, che ha poco tempo, lo avrebbe letto un libro di 500 pagine. “No”, mi ha risposto. Io desideravo che il libro andasse soprattutto nelle scuole, fosse letto dai ragazzi, e quindi ho voluto tener conto della lunghezza e anche del costo.

Dopo aver parlato d’Africa, di luoghi lasciati e ritrovati, abbiamo chiesto ai ragazzi della scuola media Tolstoj: “Ma voi dove vorreste andare?”
Dalla via lattea, al sole, passando per i Caraibi e New York, c’è chi ha fatto il giro del mondo in poche righe. Ed è stato bellissimo.

 

 

La Grande Fabbrica delle Parole è un laboratorio gratuito di scrittura creativa per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, primo in Italia a ispirarsi al modello 826 Valencia, scuola di scrittura no-profit creata dallo scrittore Dave Eggers e dall’educatrice Ninive Calegari. Dal 2009 a oggi più di 6000 bambini hanno partecipato gratuitamente ai nostri laboratori. Per Natale, dona la libertà. Sostienici, qui.