“Non è vero che non ricordo più niente, i ricordi sono ancora là, nascosti nel grigio gomitolo del cervello, nell’umido letto di sabbia che si deposita nel fondo del torrente dei pensieri: se è vero che ogni grano di questa sabbia mentale conserva un momento della vita fissato in modo che non si possa più cancellare ma seppellito da miliardi e miliardi d’altri granelli. Sto cercando di riportare alla superficie una giornata, una mattina, un’ora tra il buio e l’aprirsi di quella giornata” (Italo Calvino, Ricordo di una battaglia).

Lo scrittore Giulio Mozzi vi chiede di regalargli un ricordo d’infanzia, massimi dieci righe, da far confluire in un libro, sul modello di Je me souviens (Mi ricordo) e W ou le souvenir d’enfance (W o il ricordo d’infanzia) di Georges Perec.

Dice che vuole fare questo libro perché dell’infanzia quasi non ricorda niente.
Il risultato potrebbe essere una sorta di magazzino dell’infanzia perduta.
Chi conosce Mozzi sa che i ricordi verranno trattati con grande cura.

Trovate maggiori informazioni qui. C’è tempo fino al 30 settembre.