Ma cosa succede di notte, quando il museo è chiuso e gli antichi strumenti conservati al Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco restano soli soletti?

Al modulo speciale che La Grande Fabbrica delle Parole ha inaugurato nel 2014, grazie alla collaborazione con i Musei Civici di Milano, con il Maestro Goj e Le Voci della Città, abbiamo finalmente scoperto i misteri che si nascondono nel museo: ecco le storie in cui piccoli grandi scrittori e scrittrici ce li raccontano…

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Francesca ci ha detto che la notte nel museo gli strumenti suonavano da soli.
Perché? Ci ho messo un po’ a capirlo. Prima pensavo che fossero le persone rappresentate nei quadri che di notte uscivano dai quadri e scavavano; però pensandoci bene, le persone nei quadri magari non hanno un legame con la musica. Invece adesso sono sicura che siano le persone che suonavano quegli strumenti e che quando sono morte la loro anima è rimasta intrappolata nello strumento che amavano suonare. Quindi, di notte, gli spiriti dei musicisti continuavano a suonare perché se è il tuo sogno suonare uno strumento non devi mollare mai. Questa è la mia ipotesi.
Carolina, 7 anni

La leggenda narra che nel 1200, nel Medioevo, il castello veniva abitato dai soldati milanesi.
Un giorno arrivarono i barbari e i soldati non riuscirono a difendersi quindi persero la battaglia e vennero imprigionali nelle segrete del castello 100mila metri sottoterra e per migliaia di anni non sentirono più nulla, non videro più nulla, tutto buio, però nelle notti sentivano il vento entrare nelle celle e fare un sibilo appassionante.
Al giorno d’oggi i fantasmi, gli spiriti di questi soldati, oramai scomparsi, ogni notte risalgono dal castello perché di giorno non sopportano il sole dato che per 1000 anni sono stai al buio, e scoprono che quella musica che sentivano nelle prigioni proveniva dalle persone che suonano gli strumenti musicali in questo castello e loro, di notte, cercano di imitarli, ascoltando u po’ di musica.
Luca, 8 anni

IMG_20170626_105045C’era una volta un castello, dove le pareti erano ricoperte di arazzi. Poi in ogni stanza c’era almeno uno strumento. Ogni strumento aveva una faccia: se il proprietario era cattivo si faceva rappresentare con la faccia di un demone, se era buono con quella di un angelo. Si dice ancora che in quel castello la notte gli strumenti suonino da soli, ma al re qualcosa non quadrava allora una notte ordinò ai guardiani di andare a controllare, e vide che gli arazzi si muovevano, le persone vestite di rosso suonavano gli strumenti con il demone, i blu suonavano quelli con gli angeli. Allora il re a ogni festa dell’anno metteva gli strumenti e gli arazzi in piazza e la notte festeggiavano con la musica.

Lisa, 7 anni

“Le cose non suonano da sole”, pensò Giacomo. Ma perché allora gli strumenti del Castello Sforzesco di Milano suonavano da sé la sera? Un enigma inspiegabile. Si fecero molte ipotesi, come che un brutto ceffo facesse suonare di nascosto gli strumenti, che l’aria gli facesse suonare e perfino che Deulofen tirasse troppo forte a calcio e la palla finisse nel museo, facendo suonare gli strumenti. Poi, un giorno, mentre Giacomo passeggiava per il parco Sempione, vide dei Germani Reali mangiare degli strani pesci. Allora li tenne d’occhio tutta la giornata. La sera si nascose nel castello. I Germani erano entrati e facevano suonare gli strumenti. Dopo fece la teoria che: i Germani entrati in volo nella piazza principale, con l’astuzia aprissero le finestre e le teche, e in seguito a si divertissero con i vecchi strumenti. Dopodiché, tornarono al loro tranquillo laghetto, facendo finta di niente.
Jo, 7 anni

La chitarra di notte suona alle 3, suona una canzone allegra blu. Le luci sono spente e la musica esca dalla finestra e incontra altre canzoni. Una rossa triste e una verde speciale e una gialla felice e una rosa paurosa e una bianca bella e portano in giro le canzoni allegre. Se una bambini è triste perché suo nonno non c’è più però la musica gli entra dall’orecchio e poi dopo un po’ è felice.
Julie, 7 anni

Di notte al museo degli strumenti musicali succede che gli strumenti si riuniscono nell’atrio e incominciano a suonare perché tanto tempo fa li usavano, invece al giorno d’oggi li tengono chiusi in teche. E a loro non piace essere chiusi là dentro. Quindi la notte si riuniscono nell’atrio per riportare felicità agli strumenti ma soprattutto quelli più importanti che stanno in una teca da soli. E quindi formano “la riunione della musica”.
Ludovica, 8 anni

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La Grande Fabbrica delle Parole è un laboratorio gratuito di scrittura creativa per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, primo in Italia a ispirarsi al modello 826 Valencia, scuola di scrittura no-profit creata dallo scrittore Dave Eggers e dall’educatrice Ninive Calegari. Dal 2009 a oggi più di 7000 bambini hanno partecipato gratuitamente ai nostri laboratori. Sostienici anche tu: con il tuo 5×1000 possiamo scrivere nuove parole per tutti, nessuno escluso!