Da qualche anno si è diffusa la moda dei “Secret concerts”, altrimenti detti “house Concerts”, vale a dire eventi in cui partecipano un numero ristretto di persone, e un artista famoso che si esibisce appunto, senza troppo clamore mediatico, in un luogo pubblico o privato.

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È più o meno quanto è accaduto giovedì pomeriggio in Ex Fornace, il centro di scrittura della Grande Fabbrica delle Parole. Solo che anziché un cantante, c’era uno scrittore. E che scrittore.

Venti bambini, i loro insegnanti, qualche genitore, i volontari della Grande Fabbrica delle Parole e, ospite d’eccezione, Dave Eggers. Proprio lui.

Foto di Francesca Barzani

Foto di Francesca Barzani

Scrittore – L’opera struggente di un formidabile genio; L’ologramma del re – sceneggiatore – Nel paese delle creature selvagge – editore – McSweeney’s, prima rivista letteraria, e poi casa editrice – e soprattutto fondatore di 826 Valencia, il centro di scrittura gratuito e aperto a tutti i bambini, a cui si è ispirata La Grande Fabbrica delle Parole cinque anni fa, quando è nata. L’emozione di raccontargli il lavoro di questi anni e ascoltare i suoi preziosi consigli non si può raccontare. Ciascuno cresce solo se sognato, diceva Danilo Dolci, ed è bello pensare di essere un frammento di un sogno sognato così lontano.

A La Grande Fabbrica delle Parole, Dave Eggers ha letto alcune delle storie scritte durante quest’anno scolastico dai bambini che hanno partecipato ai laboratori. Ha fatto loro domande, sulla scrittura e non solo, e ha risposto a sua volta alle curiosità di alcuni di loro (“quando hai iniziato a scrivere?” e soprattutto domande esistenziali tipo “perché scrivi?”). E vederlo al termine dell’incontro, rischiare di perdere il treno che l’avrebbe riportato a Venezia, per regalare autografi e meravigliosi disegni di animali, circondato dai bambini, è stato un ulteriore regalo per chiudere in bellezza quest’anno scolastico.

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Foto di Francesca Barzani

È per questo che La Grande Fabbrica delle Parole ha preferito che fosse un evento informale. Abbiamo preferito lasciarlo ai bambini, com’era giusto che fosse, e ora siamo felici di condividerlo con voi.