ALEX, LIA E LA LORO AVVENTURA

Ginevra

C’erano una volta due fratelli: un asino di nome Alex e un’asina di nome Lia. I due asini facevano parte di una famiglia particolare, diversa da tutte le altre perché riuscivano a volare! Potevano alzarsi in volo grazie alle loro orecchie. Ma nessuno aveva mai sfruttato realmente il proprio potere, in quanto esso veniva utilizzato solo per far degli spettacoli per impressionare gli altri animali del bosco. Una notte Alex fece questo sogno strano: due peluche fluttuavano nello spazio, che però non era blu, non c’erano stelle o pianeti, ma invece lo sfondo era rosa con leggere sfumature di azzurro. Al posto delle stelle c’erano degli oggetti come un cerchio di fuoco, dei birilli, corde per saltare, palloni e molti altri attrezzi sportivi. Quando si svegliò fece colazione e raccontò a Lia il suo sogno. Lia gli disse che era un sogno come tutti gli altri ma per Alex esso aveva qualcosa di speciale, così le chiese se voleva accompagnarlo dal Grande Asino Saggio che magari avrebbe potuto aiutarlo ad interpretarlo. Dopo una lunga passeggiata nel bosco Lia e Alex arrivarono alla tenda del Saggio e suonarono la campana (N.d.R. Perché ovviamente gli asini non hanno il citofono). Qualche istante dopo la tenda si aprì e comparve Il Grande Asino Saggio con in bocca una pipa e in zampa uno scettro fatto di piume di corvo. Fece entrare con un gesto di zampa i due asini e gli propose di accomodarsi davanti a un tavolino che si trovava al centro della stanza. Una volta seduti Alex iniziò a raccontargli il suo sogno e mentre parlava il Saggio agitava lo scettro.

Quando Alex finì il suo racconto, il Saggio iniziò ad interpretare quello strano sogno: disse che i due peluche molto probabilmente erano lui e Lia; quello che per Alex era fluttuare in realtà era il loro volo con le orecchie. Gli attrezzi sportivi significavano che avrebbero dovuto affrontare alcuni ostacoli prima di riuscire ad arrivare a destinazione.

Lia e Alex ringraziarono il Gande Saggio e se ne andarono.

 Tornati a casa, i due asini raccontarono ai loro genitori del sogno e gli riferirono anche le parole del Grande Asino Saggio. I genitori li abbracciarono e gli dissero di credere nei loro sogni e di tenere duro contro le avversità: solo così avrebbero potuto realizzare qualcosa di magnifico. Così il giorno seguente i due asini partirono alla ricerca di nuovi orizzonti, tutti da scoprire. Volarono per ore e ore senza incontrare nessun ostacolo, ma quando stavano per chiedersi se la direzione fosse effettivamente quella giusta videro un vulcano, rosso di lava incandescente e incappucciato da una grossa nube grigia. Davanti a loro all’improvviso si materializzò una scritta: per superare la prima prova dovrete oltrepassare la nube senza cadere nel vulcano. Per le prove seguenti non vi verranno date spiegazioni ma dovrete aiutarvi e incoraggiarvi l’un l’altro per superarle. Con qualche difficoltà superarono la prova. Poi davanti a loro apparve uno stormo di uccelli con aria minacciosa che si scaraventò contro di loro. I due dovettero fare uno slalom per riuscire ad oltrepassare lo stormo, ma con un po’ di fatica e un po’ di fortuna superarono anche questa prova. La terza, ed ultima, prova fu la più complicata, cioè sconfiggere il terrore più grande di tutti gli asini: le trombe d’aria! Infatti si narrava che ogni 107 anni, esattamente il 21 giugno, si sarebbe scatenata una tromba d’aria accompagnata da tuoni assordanti. Purtroppo non avevano tenuto conto degli anni e proprio quel giorno si abbatté un temporale terribile. I due proseguirono con il loro volo sopra al mare. Dopo 45 minuti il temporale si fece sempre più forte e in lontananza si vide una tromba d’aria. I due asini impauriti non si persero d’animo e continuarono a volare cercando di schivare la tromba d’aria. Purtroppo Lia non ci riuscì, così incominciò a girare e girare fino a quando Alex non le diede la zampa e riuscì a portala fuori dalla tromba d’aria. Finalmente il temporale si calmò e i due asini intravidero un’isola piena di verde. Con le poche forze che gli restavano, arrivarono all’isola sani e salvi. Ad aspettarli c’era tutto il paese entusiasta per il loro arrivo. Alex chiese dov’erano e il Grande Asino Saggio rispose: congratulazioni! Siete riusciti ad oltrepassare gli ostacoli per arrivare all’isola della Salvezza e per questo d’ora in poi voi farete parte del consiglio asinesco! I due asini felici abbracciarono i genitori e ricevettero due medaglie d’oro.

Commento dell’editore

Un viaggio fiabesco e misterioso, una storia disseminata di sogni, simboli e premonizioni e, come in tutti i
grandi classici, con tre impervie prove da superare.
É evidente che la conduzione narrativa è in mani molto esperte.

GIACOMINO E L’ASINO VOLANTE  

Alessio e Javier

Una volta in Lombardia c’era un gruppo di asini, tra tutti se ne distingueva uno: Giacomino. Era un asino  gentile, intelligente e simpatico, ma aveva un difetto che gli altri non accettavano: la lentezza nell’avanzare. Il gruppo di asini era continuamente maltrattato perché il loro padrone voleva che lavorassero più  intensamente. Per gli asini il loro lavoro era stancante, ed erano stufi di essere comandati; quindi  Giacomino propose un’idea all’intero gruppo: volare con le loro orecchie che avrebbero fatto da eliche. Dopo un po’ di prove e di esitazioni il gruppo di asini si alzò in volo senza una vera destinazione; puntarono  verso nord e arrivarono in montagna. Riuscirono a sostare per poche ore perché la temperatura era troppo rigida. Giacomino disse loro che conosceva un luogo dove la temperatura variava dal caldo al mite: il mare. Durante il viaggio gli asini andarono propositamente più veloce per lasciare Giacomino alle loro spalle. L’asino offeso e stufo delle continue prese in giro, sapendo della sua lentezza nel procedere, non li inseguí.  Osservò dall’alto il panorama e magnifici palazzi , monumenti e case ornate da mosaici colorati attirarono la  sua attenzione. Decise pertanto di planare ed esplorare la città: si trattava di Ravenna. Atterrato la visitó in  lungo e in largo e trovò anche un nuovo gruppo di asini che lo accettarono per quello che era. Dopo un po’  di tempo il vecchio gruppo di Giacomino, preoccupato per la sua scomparsa e lunga lontananza, decise di  andarlo a cercare. Quando riuscirono a trovarlo si accorsero che era felice e ben integrato nel nuovo  gruppo. Capirono quindi che aveva delle qualità che loro non erano riusciti a cogliere; per questa ragione gli  chiesero scusa per tutte le incomprensioni e le critiche fatte in passato e gli proposero di organizzare una  bella festa per celebrare l’inizio di una nuova amicizia. La morale della storia è che ciascuno di noi ha delle  qualità individuali che devono essere capite e valorizzate.

Commento dell’editore

Una favola istruttiva, con una importante morale, che inzia con una migrazione “di uccelli!” – direte voi -
Ebbene no! Una migrazione di asini!
E dovete sapere che come in tutti gli stormi, anche negli stormi di asini non sempre va tutto come
dovrebbe andare… leggete la storia e scoprite come il lento ma intraprendente Giacomino si prende una
definitiva rivincita! IH OH per Giacomino!

L’ASINO MIKI

Clotilde, Sara, Francecso, Nicolò, Paolo, Edoardo, Giacomo, Lorenzo, Alessandro, Claudio, Mattia 

Un giorno tutti gli asini della Lombardia, stanchi di dover lavorare senza sosta per gli uomini, decisero che erano stufi di quella vita, e che avrebbero trovato un nuovo contiunente dove insediarsi e fondare la loro Repubblica per  potersi finalmente deducare alla loro attività preferita: fare baldoria!

Per esplorare il globo avrebbero imparato a sfruttare le potenzialità delle loro grandi  orecchie imparando a volare.

Porvarono a lungo e finalmente, dopo tanti sforzi, riuscirono  ad alzarsi in volo, e finalmente, una bella mattina di autunno, partirono a orecchie spiegate!

Tra tutti gli asini e le asinelle ce n’era uno, Miki, molto imbranato: non riusciva mai a volare dritto, sbandava e andava addosso agli altri. Per questo motivo tutti lo prendevano in giro e lo bullizzavano, ma lui non si perdeva d’animo e cercava in ogni modo di seguire i suoi amici.

Finalmente dopo tanti giorni e tante notti di volo, gli asini avvistarono un continente disabitato, lo occuparono,  fondarono la Repubblica degli asini e iniziarono a fare feste giorno e notte, dovertendosi come matti.

Nel frattempo i Lombardi, rimasti senza asini, decisero di andare a cercarli per riportarli a casa.

Dopo aver vagato nel globo per molto tempo avvistarono il  nuovo continente: spiando gli asini di nascosto decisero che per catturarli c’era una sola strada: usare l’inganno dell’Asino di Troia!

Costruirono quindi un enorme asino di legno, vi si nascosero dentro, e lo posizionarono  davanti alla festa principale.

Proprio in quel momento però stava arrivando in volo Miki, che , sbandando come al solito andò a sbattere contro il grande asino di legno facendolo cadere; nell’urto l’asino si ruppe e tutti gli asinelli si accorsero che era pieno di uomini! Allora inizarono a prendere gli umani a calci e li cacciarono via dalla loro repubblica.

Nell’impatto purtroppo l’asinello Miki perse la vita. Tutti gli asini e le asinelle piansero disperati, pieni di sensi di colpa per averlo tanto deriso.

Decisero quindi di costruire in suo onore una bellissima statua, su cui scrissero “All’asino Miki, salvatore della Reppublica degli asini”.

Commento dell’editore

Questo racconto dal sapore epico racconta di quella volta che gli asini costituirono la
Repubblica degli asini, un posto dove fare baldoria e bisboccia tutto il dì!
Ma come tutti i miti epici ad un certo punto ci fu una guerra: i temibili allevatori lombardi
reclamavano i loro asini da fattoria!
E come sempre ci fu un eroe, la cui sorte fu di gloria e disgrazia: Miki, l’asino imbranato.
Potrei dirvi altro…ma non lo faccio perché siamo di fronte ad una storia che merita di essere
letta!
Complimenti al gruppo di autori!

CIAO!
Sophie, Ginevra e Nirmine

Io sono l’asino Nino faccio parte della tribù degli “Asini volanti della Lombardia”. La mia tribù era alla ricerca di un paesaggio con acque pulite da tanti anni, però non ci siamo mai arrivati perché noi asini non potevamo camminare ma solo volare con le nostre grandi orecchie. Scoprimmo di poter volare quando un lunedì mattina un asino della tribù giocava tra le rocce, pensando di cadere iniziò ad urlare ma poi improvvisamente cominciò a volare.

Io sono l’asino più intelligente della tribù, ma sono anche il più lento.

Il nostro desiderio era quello di riuscire ad arrivare in Toscana ma non ci eravamo mai arrivati perché possiamo volare solo per 3 ore e mezza ma per arrivare in Toscana ci vogliono 4 ore.

Un giorno dopo aver provato 9147 volte ci fermammo a un fiume dalla acque cristalline per bere, e improvvisamente incominciammo a camminare. All’inizio on avevamo equilibrio ma poi provando e riprovando riuscimmo a stare in equilibrio. Camminando camminando finalmente riuscimmo ad arrivare in Toscana.

E il nostro desiderio si avverò!

 

Commento dell’editore

Questa, cari bambini, è la storia di un asino che impara… “a volare??” – direte voi – No, cari bambini…
questa è la storia di un asino che impara a camminare!
E sappiate che non è così semplice: il nostro protagonista ci prova per più di 9.000 volte!
Se non ci state capendo nulla… leggete la bella storia delle nostre tre scrittrici!