Qualche settimana Giorgio Fontana è venuto al laboratorio e ci ha accompagnato lungo le vie, i palazzi e le atmosfere del quartiere della Ghisolfa, con l’attenzione e la passione che solo un grande scrittore di luoghi e strade sa avere. È stato un laboratorio speciale e questo è l’incipit che la classe della scuola Puecher ha scritto seguendo un percorso tra i luoghi del proprio quartiere.

 

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“Il palazzo di piazza Lugano è un vecchio edificio abbandonato delle Poste. Avrebbero dovuto buttarlo giù una settimana fa, ma sta ancora lì, con le finestre vuote senza vetri e l’intonaco sbriciolato.

Schizzo scavalca la palizzata che circonda l’edificio. Era uscito da scuola nascondendo nello zainetto i trucchi, il cappuccio della felpa calato sugli occhi per non farsi vedere da nessuno.
Entra nel vecchio palazzo e va nella solita stanza al piano terra, dove di solito usa il suo travestimento da ragazza per scrivere il suo blog. Sta indossando la parrucca quando sente un rumore alle sue spalle. Si gira spaventato.
“Che ci fai tu qui?”

Clay vive in strada da tempo ormai, tra le cosiddette Villette, i giardini Testori, e piazza Prealpi. Per dormire, si è ricavato un angolo nel vecchio palazzo delle Poste.
Di solito non c’è mai nessuno, ma quella mattina scopre Schizzo mentre si traveste.
Clay scopre il segreto di Schizzo e si chiede cosa fare: rivelarlo o no?”

 

E qui invece, alcune delle storie che abbiamo raccolto…

Per finire Clay convince Schizzo a dire chi è veramente lui e di mostrarsi alla gente senza scrivere “anonimo” ma scrivendo il suo nome e mostrarsi alla gente senza vergognarsi perché comunque Schizzo ha fatto successo sul blog e quindi se l’avesse detto a scuola la maggior parte delle persone l’avrebbe rispettato perché molte idee erano condivise dalla maggior parte delle persone.

Clay dice a Schizzo che condividere le proprie idee non è sbagliato e che esprimere la propria opinione è un suo diritto. Schizzo sentendo tutte queste cose si convince un po’ ma non più di tanto perché poi ha paura di essere giudicato e preso in giro. Clay continua a cercare di convincerlo e alla fine ce la fa perché Clay con le sue parole riesce a trasmettergli il messaggio. Schizzo dopo quello che ha detto Clay decide di pubblicare sul blog una sua foto con una sua descrizione e alla fine tutte le persone erano molto felici di aver scoperto chi era questo anonimo.

Dopo che ha pubblicato la foto molte persone l’hanno incoraggiato dicendo: “Sei bravissimo a scrivere, non ti devi vergognare, non devi aver paura, devi essere sicuro di te”. Spesso però c’erano anche delle critiche costruttive e poi c’era chi insultava e basta. Questo ha aiutato Schizzo ad essere più sicuro di se stesso a non vergognarsi e non gli interessava più di chi lo prendeva in giro semplicemente se ne fregava grazie al suo amico e grazie al blog era riuscito a sconfiggere la paura di essere criticato ed è riuscito ad avere più amici, più gente che lo incoraggiava più persone che gli volevano bene.

E così è riuscito ad aiutare anche altre persone perché ogni giorno riceveva messaggi di persone che gli chiedevano aiuto perché magari avevano paura o altro. Schizzo decise di far entrare nel blog anche Clay perché è grazie a lui che è riuscito a fare tutto questo: è riuscito a essere sicuro di se stesso e ad aiutare altre persone ad essere sicure di se stesse.

Luca, 12 anni

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Clay è un po’ colpito da Schizzo, non ha mai visto un ragazzo vestirsi da femmina, ha solo sentito parlare dei ragazzi che dicevano che sono la rovina della società. Clay è incerto, non sa se continuare a parlare o andarsene.
“Scrivo sul mio blog”.
Schizzo gli parlò. Clay allora rispose: “Come ti chiami? Comunque devi andartene”.
“Perché?”
“Perché non voglio persone trans nel mio posto”.
“Io non sono nel tuo posto. Qui è tutto abbandonato e poi sono una persona normale”.
“Vattene, fai schifo”.
Schizzo allora prese tutte le sue cose e uscì piangendo. Era arrabbiato si sentiva male, salì sulla metro e mentre piangeva osservava fuori tutte le persone che erano felici, e mentre lui era triste la pioggia gli faceva da colonna sonora.

Il giorno dopo passando per il parco Schizzo rivede Clay gli si avvicinò dicendo: “Scusa non volevo trattarti male, eri solo nel posto sbagliato. Cosa stavi scrivendo?”
“Scrivevo quello che succede nella mia scuola”.
“Vestito da femmina?” chiese Clay
“Sai io mi sento una ragazza” rispose Schizzo.
“Allora devi dirlo alla gente”.
“No, tanto reagiscono come hai reagito tu”. Schizzo osservò Clay, lo guardò con occhi sinceri.
“Se vuoi ti aiuto io” disse Clay con un sorriso sincero.
“Sei sicuro? Davvero? E se poi ti prendono in giro perché sei mio amico?”
“Non importa quello che dice la gente”.
“Okay, allora amici?”
“Amici”. Schizzo tornò al parco e c’era pure Clay. Clay abbracciò Schizzo: in lui aveva trovato una casa, una famiglia. Ormai erano cinque mesi che lavoravano insieme per il blog. Schizzo era diventato una specie di insegnante per Clay e Clay aiutava Schizzo a mostrare chi era veramente. Un po’ di gente li criticava ma a Schizzo non importava aveva trovato Clay e insieme stavano programmando di trasferirsi a Dallas, Texas, a fine anno scolastico, ormai erano come due fratelli e non potevano più lasciarsi erano grandi amici.

Arianna, 13 anni

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 Clay scoprendo Schizzo corre via e Schizzo lo insegue pensando che lui lo andrà a dire a tutti, quando lo raggiunge lo implora di non dirlo a nessuno. Clay però se ne va senza dargli risposta. Quella sera Schizzo è preoccupato per quello che deciderà Clay sul suo segreto ma anche Clay non riesce a dormire perché non sa cosa fare, lui vorrebbe svelare il segreto ma allo stesso tempo è molto sensibile e non vorrebbe ferire i sentimenti di Schizzo.

Quella mattina a scuola Schizzo riceve un bigliettino sul quale c’era scritto: “Ci vediamo al parco dopo la scuola. Clay”. Schizzo si presenta al parco tutto preoccupato per quello che gli dirà Clay… Clay alla fine decide di mantenere il segreto perché sarà Schizzo a rivelare la sua identità. Schizzo all’inizio è contrariato ma Clay gli fa capire che nascondersi dietro una maschera dopo un po’ diventa triste, allora Schizzo svela a tutti chi è. Schizzo passa un brutto periodo perché tutti lo prendono in giro, ma a lui non importa perché ha capito qualcosa di più importante che non bisogna nascondere chi siamo o come siamo per paura perché alla fine la paura si trasforma in solitudine. Certo magari diventi popolare dietro una maschera ma nessuno sa chi sei. E capisce anche un’altra cosa ancora più importante, che l’amicizia di Clay è il dono più bello che gli potesse capitare.

Gio, 12 anni

 

 

La Grande Fabbrica delle Parole è un laboratorio gratuito di scrittura creativa per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, primo in Italia a ispirarsi al modello 826 Valencia, scuola di scrittura no-profit creata dallo scrittore Dave Eggers e dall’educatrice Ninive Calegari. Dal 2009 a oggi più di 7000 bambini hanno partecipato gratuitamente ai nostri laboratori. Sostienici anche tu: con il tuo 5×1000 possiamo scrivere nuove parole per tutti, nessuno escluso!